Archivio per la Categoria “Cryptare”

PFA ovvero Pluggable Authentication Module for Face Authentication, provvede in maniera veloce all'autenticazione tramite una serie di scansioni fatti in precedenza del nostro viso. Io l'ho provato sul mio netbook Acer Aspire One, equipaggiato con Easy Peasy e devo dire che mi ha felicemente stupito, anche se un bug in fase di autenticazione l'ho già notato. Comunque lasciando perdere il discorso sulla sicurezza e sull'usabilità, diciamo che fa scena.
A vostro rischio e pericolo
Pacchetti necessari:
# apt-get install build-essential cmake qt4-qmake libx11-dev libcv-dev
# apt-get install libcvaux-dev libhighgui4 libhighgui-dev libqt4-dev libpam0g-dev
Installazione:
$ cd /tmp
$ wget http://pam-face-authentication.googlecode.com/files/pam-face-authentication-0.3.tar.gz
$ tar zxf pam-face-authentication-0.3.tar.gz
$ cd pam-face-authentication-0.3
$ mkdir build
$ cd build
$ cmake -D CMAKE_INSTALL_PREFIX=/usr ..
$ make
# make install
Configurazione
$ qt-facetrainer
si aprirà una finestra dove partirà il processo di acquisizione di più immagini del nostro viso, ne consiglio almeno 8. Abilitiamo PFA per sudo il login manager e GDM:
sudo sed -i '1i auth sufficient pam_face_authentication.so enableX' /etc/pam.d/sudo
sudo sed -i '1i auth sufficient pam_face_authentication.so enableX' /etc/pam.d/gdm
sudo sed -i '1i auth sufficient pam_face_authentication.so enableX' /etc/pam.d/gnome-screensaver
per chi usa KDE:
sudo sed -i '1i auth sufficient pam_face_authentication.so enableX' /etc/pam.d/kde
riavviamo e siamo pronti al login " facciale "
Tag: AspireOne, PFA
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Questo è un semplice metodo per cifrare/decifrare un file in 2 veloci e semplici comandi. Diverse volte o parlato di metodi differenti per cifrare un file, una cartella o un cd, quindi Ccrypt è un ulteriore metodo da integrare.
# apt-get install ccrypt
cifrare:
$ ccrypt nome_file
verrà chiesto di inserire una password, ed il file cifrato avrà l'estensione .cpt
decifrare:
$ ccrypt -d nome_file
Tag: ccrypt, cifrare, cryptare
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Questo è un periodo di vacanze e di conseguenza è anche il periodo di furti e smarrimenti, quindi mi sono messo subito alla ricerca di un sistema che mi permettesse in caso di bisogno di riuscire a ritrovare il mio netbook acer aspire one. A questo punto bisogna fare certamente delle precisazioni poichè se il ladro è un geek e la prima cosa che fa è quella di formattare il pc è chiaro che di possibilità di ritrovarlo non ce ne sono, dato che il programma che sto per recensire risiede nell'hard disk e non nel bios. Ma volendo essere ottimisti e tenendo conto che la maggior parte dei ladruncoli non sono esperti ed è gente che frequenta il tuo stesso ambiente, non si sa mai che un giorno o l'altro ci si rincontri. Ma per poter agire bisogna sapere chi è, rintracciare il pc ed ottenere una sua foto, e a questo proposito vediamo come fare. Quello di cui abbiamo bisogno si chiama Prey ed è un programma rilasciato sotto licenza GPLv3, per Mac Linux e Windows, in grado di raccogliere informazioni da remoto sul pc rubato, come programmi in esecuzione, geo localizzazione wifi e soprattutto una bella foto di chi si trova davanti al pc, il tutto lavorando in background e cercando di connettersi alla prima rete disponibile.
Installazione e funzionamento:
Per Debian/Ubuntu esiste il .deb:
$ wget http://preyproject.com/releases/0.3.73/prey_0.3.73-ubuntu2_all.deb
una volta installato registrarsi sul sito per avere la Api Key ed aggiungere il device, per ottenere la Device Key, dopo avviare in Strumenti di Sistema > Prey Configurator ed inserire il tutto. A questo punto nella pagina http://control.preyproject.com/ si possono scegliere i parametri e soprattutto nel caso di smarrimento spuntare l'opzione missing per avviare i report.
Per altre distro:
$ wget http://preyproject.com/releases/0.3.73/prey-0.3.73-linux.zip
$ unzip prey-0.3.73-linux.zip
# mv prey /usr/share/
# nano /usr/share/prey/config
ed inserire le Key Api e Device:
aggiungere a crontab il controllo ogni 20 minuti:
$ (sudo crontab -l | grep -v prey; echo "*/20 * * * * /usr/share/prey/prey.sh > /dev/null") | sudo crontab -
per verificare:
$ sudo crontab -l
$ ps aux | grep cron
per modificare:
$ sudo crontab -e
c'è anche la possibilità dell'invio via mail degli avvisi, basta inserire il proprio account e password, bisogna fare attenzione che l'inserimento della password è in chiaro, per ovviare al problema e criptarla:
$ echo -n "password_mail" | openssl enc -base64
per modificare i parametri della webcam il file si trova in /usr/share/prey/modules/webcam/config
ho fatto diverse prove e devo dire che tutto sommato non è niente male, i vari parametri ci sono tutti per un eventuale rintracciamento, ma la speranza è che le foto vengono abbastanza nitide per riconoscere il furfante e fargli un bel discorsetto. Io ne ho beccato uno….ma ho l'impressione che sarà dura fargli quel discorso che avevo in mente

Tag: cryptare, prey, Sicurezza
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Chi mi conosce sa che sono un fissato della privacy e della sicurezza , tanto è vero che sulla mia debianbox uso sempre alcuni di questi modi per proteggere la mia libertà. Però a volte succede che si sottovalutano alcune cose ed una di queste sono i cookies di adobe flash player, tanto è vero che ci riteniamo al sicuro una volta utilizzati gli strumenti che ci da il nostro browser per la cancellazione delle informazioni di navigazione. Ebbene non è così, ed invito chi legge questo post ad andare a verificare nei seguenti percorsi:
~/.macromedia/Flash_Player/#SharedObjects/xxxx/
~/.macromedia/Flash_Player/macromedia.com/support/flashplayer/sys
Ci sono le cartelle ed i nomi dei siti che abbiamo visitato, e questo a me non piace, e quindi ho dato il comando:
$ rm -r .macromedia
e poi sono andato nella pagina di setup di Adobe ed ho settato il tutto in modo di non avere più sorprese.
Tag: macromedia, rm -r
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Per generare una password, oltre al comando precedente, esistono altri 4 comandi, o almeno io conosco solo questi, comunque tutti da riga di comando.
egrep -ioam1 '[a-z0-9]{8}' /dev/urandom
openssl rand -base64 9
makepasswd --chars=20
< /dev/urandom tr -dc A-Za-z0-9_ | head -c10 | xargs | cat
Tag: bash, shell
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Quello di usare GPG è un altro modo per cifrare documenti importanti, in alternativa ad encfs e mcrypt. Esistono dell’interfacce
grafiche per generare chiavi GPG. Per chi usa Gnome, seahorse, per chi usa Kde, kgpg. In questo caso utilizzo il terminale.
Per prima cosa bisogna generare la chiave con il comando :
gpg --gen-key
a questo punto rispondiamo alle domande che ci appaiono a video, ed inseriamo i nostri dati, come nome, email, ecc ecc,
scegliamo una password, ed incominciamo a muovere il mouse fino a che la password non è stata creata., non ci deve
apparire un messaggio di questo tipo:
Adesso siamo pronti a cifrare un file, utilizzando il nome che abbiamo scelto all’inizio della creazione della chiave.
Cifrare:
gpg -e -r edmond prova.txt
o in alternativa:
gpg --encrypt --recipient edmond prova.txt
Decifrare:
gpg --output prova.txt --decrypt prova.txt.gpg
oppure:
gpg --output prova.txt --symmetric prova.txt.gpg
Per ulteriori informazioni, man gpg
Tag: cifrare, cryptare, gpg
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Questo è un piccolo trucchetto per cifrare velocemente un file. Come ho avuto modo di scrivere in passato per altri metodi
qua e qua,la sicurezza non è mai troppa, specialmente quando si scrivono su un file dei dati sensibili.
Quello che serve è Mcrypt:
# apt-get install mcrypt
quindi per cifrare un file usiamo questi comandi:
mcrypt -a blowfish nome_file
dove -a indica l’algoritmo di cifratura. Per la lista completa:
mcrypt --l
a questo punto sceglieremo una password che inseriremo due volte, e ci troveremo un file criptato con estensione .nc.
Adesso non rimane che distruggere l’originale:
shred -n 10 -u -z -v nome_file
per decifrare il file:
mdecrypt nome_file.nc
Tutto qua, per altre opzioni man mcrypt
Tag: mcrypt, Sicurezza, Tips & Tricks
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Esiste un altro modo oltre a questo per proteggere i nostri dati sensibili, e cioè utilizzare in coppia encfs e fuse per criptare una directory. Quindi installiamo:
# apt-get install encfs fuse-utils
carichiamo il modulo:
#modprobe fuse
per farlo caricare all'avvio del sistema:
#sh -c "echo fuse >> /etc/modules"
aggiungiamo il nostro utente al gruppo fuse
#adduser Utente fuse
verifichiamo:
DebianBox:/home/edmond# grep "fuse" "/etc/group"
fuse:x:118:edmond
Quindi iniziamo a creare la cartella da criptare, che chiamerò secret:
mkdir /home/Utente/.secret
mkdir /home/Utente/secret
a questo punto usiamo encfs per il montaggio:
encfs /home/Utente/.secret /home/Utente/secret

digitiamo p oppure x e scegliamo la password per encfs.
Ipotizzando di avere un documento importantissimo da nascondere:
cp topsecret.txt /home/Utente/secret
e poi smontiamo:
fusermount -u /home/utente/secret
a questo punto il documento sarà al sicuro, infatti al comando
ls /home/Utente/secret
non apparirà nulla. Mentre se noi rimontiamo ci apparirà
edmond@DebianBox:~$ encfs /home/edmond/.secret /home/edmond/secret
Password di EncFS:
edmond@DebianBox:~$ ls /home/edmond/secret
topsecret.txt
La sicurezza non è mai troppa
Tag: encfs, fuse, Sicurezza
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